mercoledì 10 marzo 2010
venerdì 5 marzo 2010
In Consiglio Regionale vorrei impegnarmi per:
Un nuovo modo di governare.
Il nuovo governo della Regione dovrà sancire la fine dell’autoreferenzialità della conduzione politica. L’allentarsi dei meccanismi democratici, la corruzione e persino le collusioni mafiose che tornano a interessare il contesto italiano sono il risultato degenerativo di un modo di fare politica che si è allontanato dai bisogni delle persone e in particolare delle fasce più deboli della popolazione. Occorre portarsi sul piano della concretezza e del rapporto diretto e costante con i cittadini, recuperare la consapevolezza, in chi governa, di esercitare una delega non una potestà.
In questa ottica la struttura amministrativa regionale dovrà saper rispondere alle esigenze di trasparenza dell’azione di governo, è indispensabile che la complessa macchina burocratica evolva in una organizzazione al servizio del cittadino.
L’azione di governo dovrà condursi nella forma integrata e non operando per settori separati, nella consapevolezza che interventi a favore della compatibilità ambientale possono avere un positivo impatto sulla economia e, viceversa, politiche di incentivo a particolari settori possono portare ricadute importanti sul piano sociale e ambientale.
Difesa del l lavoro.
Le trasformazioni normative che interessano il mondo del lavoro sono tese ad una contrazione dei diritti dei lavoratori e alla precarizzazione. Vi è arretramento rispetto alle principali conquiste sindacali degli ultimi decenni e soprattutto è in discussione il diritto stesso al lavoro. Ciò si traduce nel dramma di quanti sono espulsi dal mondo del lavoro in età avanzata e non trovano alcuna possibilità di reinserimento, nella fattiva inaccessibilità al lavoro dei giovani se non in modalità di precariato, spesso configuranti veri e propri fenomeni di sfruttamento. Su questi versanti occorre produrre un impegno eccezionale con azioni a tutela del lavoro, con il monitoraggio e l’intervento nelle situazioni aziendali critiche, prima che si inneschino processi degenerativi irreversibili, con l’attivazione di dinamiche virtuose che mettano a disposizione del sistema-lavoro servizi innovativi, con una politica degli incentivi alle imprese e all’artigianato che sia strettamente correlata alla creazione di occupazione stabile e all’innovazione.
L’impegno pubblico nella Scuola, nell’Università, nella Sanità.
Scuola
I profondi tagli apportati nei settori della scuola e dell’Università dal governo di centrodestra hanno determinato uno stravolgimento del sistema della scuola pubblica, togliendo qualità e quantità all’insegnamento e quindi alla diffusione dei saperi. Il risultato è la progressiva diminuzione del tempo scuola, classi numerose, tagli al sostegno e alle politiche di inclusione scolastica, la spinta verso schemi educativi dal forte contenuto ideologico, per altro del tutto distanti dagli standard di qualità indicati a livello europeo. In questo contesto il governo regionale è chiamato a farsi carico delle aree di intervento lasciate scoperte dalle recenti ‘riforme’ e a temperare le conseguenza negative che l’impatto della riforma della scuola primaria e di quella secondaria è destinato ad avere. Dovrà impegnarsi sull’ampliamento dell’offerta formativa, sul sostegno alla mobilità internazionale degli studenti, sul potenziamento degli interventi a favore del diritto allo studio, su programmi di collaborazione tra scuola e mondo del lavoro, con la finalità di accompagnare i giovani laureati o diplomati verso le professioni e l’impegno lavorativo attraverso programmi di tirocinio e di inserimento all’interno delle realtà produttive e del settore terziario del territorio.
Università
Le Università marchigiane vivono una fase complessa e in taluni casi difficile. Le dimensioni contenute e l’indirizzo umanistico che in parte le caratterizzano rappresentano elementi di debolezza in un panorama, anche in questo caso, di interventi legislativi volti a tagliare, “razionalizzare” contenere. La regione può offrire un impegno concreto in due direzioni. Da un lato il sostegno attraverso il rafforzamento degli interventi per il diritto allo studio, i finanziamenti alla didattica e alla ricerca, la creazione di programmi di collaborazione che coinvolgano il mondo produttivo, gli ordini professionali, le realtà del no-profit e del volontariato sociale, ambientale e culturale. Dall’altro può focalizzare sull’utenza universitaria e sui territori interessati interventi di potenziamento dei servizi pubblici, in primis quello dei trasporti, attraverso la realizzazione di servizi dedicati e l’implementazione di quelli esistenti.
Sanità
Il diritto alla salute è un diritto primario. La presenza del servizio sanitario pubblico ha conosciuto nel nostro territorio un ridimensionamento dei presidi ospedalieri a favore di strutture sanitarie complesse. L’azione intrapresa, volta in primis al contenimento della spesa sanitaria, non ha conseguito tutti gli obiettivi che si prefiggeva. A fronte di cospicui investimenti sulla tecnologia diagnostica - in taluni casi probabilmente più attenta a esigenze di 'immagine’ che non di effettiva soluzione di problemi - non c’è stata una crescita dei servizi tale da coprire il fabbisogno dell’intera popolazione. In presenza di una popolazione che invecchia, le liste di attesa infinite, l’indisponibilità dei servizi sanitari nella misura necessaria, i pronto soccorso intasati, la scarsità delle risorse destinate ai programmi di prevenzione delle malattie a più alta incidenza, unitamente alla cronica penuria di sostegno alle famiglie dei malati, costituiscono le priorità da affrontare e risolvere con risposte concrete, a favore anzitutto dei più deboli.
L' acqua, un bene pubblico.
Il governo regionale, al pari e insieme alla società civile e agli amministratori locali, deve essere impegnato in una azione forte e coerente in difesa dell’acqua pubblica. Tutte le energie vanno mobilitate e tutti gli strumenti normativi a tutela di questo bene adottati.
Ambiente e salute pubblica.
Sul versante della gestione dei rifiuti si deve coraggiosamente puntare all’obiettivo del 100% del riciclaggio e al contempo incoraggiare ed incentivare le politiche di contenimento della produzione dei rifiuti, promuovendo stili di vita alternativi e compatibili con il mantenimento dell’integrità del territorio e con la tutela della salute pubblica. Si deve intervenire con strumenti efficaci per tutelare la salute dei cittadini nei centri abitati assediati dallo smog e dalla prossimità di insediamenti produttivi insalubri. Occorre attuare politiche di rigore per prevenire i fenomeni di inquinamento e garantire standard di vivibilità elevati in tutto il territorio regionale.
Welfare e sostegno alla famiglia.
E’ indispensabile sottrarre il tema del 'sostegno alla famiglia' alla retorica vuota e trita in cui esso è precipitato negli ultimi anni, senza per altro che alla lotta ideologica intrapresa da certe parti politiche seguissero i fatti di un concreto intervento. Al contrario si è assistito alla progressiva riduzione del tempo scuola e al deperimento dei servizi scolastici di ogni ordine e grado, mentre il welfare è stato scaricato sulle spalle degli enti locali che, nei casi più virtuosi, hanno dovuto impegnare consistenti fette del proprio bilancio nel mantenimento dei servizi attivati, in primis a favore degli anziani. Questo quadro rende palese la natura propagandistica delle affermazioni ‘a sostegno’ della famiglia, la quale è invece fortemente penalizzata, al pari di ogni singolo cittadino, dal contrarsi dello stato sociale e dell’intervento pubblico nei servizi sociali fondamentali. Questo trend deve essere invertito con urgenza, tanto più in presenza di una crisi economica lunga e difficile come quelle attuale.
Potenziamento trasporti pubblici.
Il tema della riconversione della linea Civitanova Albacina in metropolitana di superficie rappresenta una grande opportunità per il territorio in termini di sviluppo, di attenzione all’ambiente, di potenziamento del servizio pubblico a favore in particolare di studenti e lavoratori pendolari. Una efficace rete dei trasporti pubblici può contribuire all’affermarsi di una fattiva cooperazione intercomunale sui versanti più disparati, con sicuri benefici sul piano economico, dei servizi e su quello socio-culturale.
Cultura.
Le politiche di promozione della cultura vanno completamente rifondate e rifinanziate secondo criteri di autentica valorizzazione delle potenzialità esistenti sul territorio e con la finalità di curare la promozione umana e sociale dell’individuo. La drammatica congiuntura economica non deve costituire l’ennesima e – stavolta si! – esiziale giustificazione per proseguire sulla strada da tempo intrapresa della riduzione dell’intervento pubblico, della mercificazione dei fatti culturali e del patrimonio storico artistico. Vi è la possibilità di tradurre la cultura e le tradizioni del nostro territorio nelle ragioni di un rilancio e della ripartenza del nostro tessuto socio-economico. Si deve agire per una promozione della cultura che sia rivolta a interventi diffusi e a programmi di rete e che superi la cristallizzazione attuale dei finanziamenti. Occorre puntare alla valorizzazione del patrimonio storico artistico e ambientale con l’adozione di linee guida standardizzate e a garanzia della tutela e del corretto utilizzo dei beni.
Anna Cimarelli
Consigliere Comunale Gente Comune
Candidata Consigliere Regionale per Massimo Rossi Presidente
nelle liste di Sinistra Ecologia e Libertà
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mercoledì 27 gennaio 2010
LETTERA APERTA AL SINDACO DI TOLENTINO
Egregio Sindaco,
il movimento politico Gente Comune chiede che il Comune di Tolentino si costituisca parte civile nel procedimento penale a carico della ditta Metallurgica Fioretti, il cui rappresentante legale risulta citato in giudizio presso il Tribunale di Macerata il prossimo 29 gennaio.
E’ oramai assodato che la permanenza della fonderia Fioretti nella sua attuale sede è una minaccia per la salute dei cittadini residenti e per gli studenti della Scuola Don Bosco che si trova nelle immediate vicinanze.
La convivenza di un insediamento produttivo ad impatto ambientale così pesante è da anni al di fuori di un rapporto di compatibilità, né alcun amministratore può sostenere che tale elemento non rappresenti un problema a cui dare urgenti risposte.
Sono poco significativi ed anzi sconcertanti gli argomenti che vengono addotti a giustificazione della tollerata, e sino ad oggi non sanata, permanenza della attività in questione a ridosso del centro storico. Sostenere, come è stato fatto, che la fonderia si trovava in quella sede già prima che l’espansione urbanistica della città la inglobasse all’interno di una zona residenziale è argomento francamente vacuo e non rende giustizia alla pazienza dei cittadini ivi residenti, che da decenni sopportano le pericolose conseguenze di una convivenza impossibile. Fumi, polveri, rumori non possono oggi trovare giustificazione nelle contraddizioni di uno sviluppo urbanistico non adeguatamente ragionato, al contrario ciò dovrebbe semmai costituire lo stimolo per un maggiore impegno della classe politica cittadina e per superare l’inazione, il fatalismo, la lentezza nella definizione dell’unica soluzione possibile: la delocalizzazione. Una soluzione questa che è stata percorsa da praticamente tutte le altre attività produttive che nei decenni passati hanno vissuto analoga situazione.
A questo proposito colpisce negativamente l’atteggiamento caparbiamente irragionevole della proprietà, a quanto pare poco interessata a sviluppare l’attività produttiva attraverso la localizzazione dell’impianto nella zona produttiva del territorio comunale; indisponibile, per di più, a rientrare in una situazione di regolarità delle emissioni in atmosfera, come si rileva dalle innumerevoli risultanze accertate, pur nella impotenza delle autorità costituite. Autorità che annaspano nella speranza di un limite di legge che risolva il vuoto politico intorno a questa vicenda e che le tolga d’impaccio. Speranza che sembra destinata a restare vana, visto che le norme vigenti sono comprensibilmente lontane dal regolamentare i termini di permanenza di un’industria inquinante all’interno di una città, essendo questa una circostanza evidentemente remota nel pur spesso problematico panorama urbanistico italiano. Insomma, a Tolentino siamo fuori dalla storia, fuori dalle cose non solo auspicabili ma persino probabili.
Perciò è ora di segnare le tappe, precise e cadenzate, di un percorso di delocalizzazione che ridoni respiro alla città e migliori prospettive allo sviluppo dell’azienda e ai suoi lavoratori. Le azioni sinora intraprese non sono sufficienti. E’ indispensabile che si dimostri da parte dell’Amministrazione comunale, nei confronti dell’azienda e della cittadinanza, una volontà politica ferma e indubitabile circa la necessità che il percorso di delocalizzazione inizi immediatamente, con atti e accordi concreti.
In tale ottica il procedimento giudiziario ricordato in premessa è una occasione importante per chiarire quali diritti i cittadini possono vedersi riconosciuti. E’ triste che la città di Tolentino si trovi a sperare nella giustizia per affermare il diritto ad una qualità della vita accettabile, dopo che la politica, per molti anni, si è resa incapace di trovare una soluzione adeguata e praticabile al problema. E’ comunque altresì importante che oggi chi amministra la città faccia una scelta di parte, non solo per i risvolti giudiziari del caso, ma anche per assicurare la propria presenza a fianco dei cittadini che chiedono riconosciuti questi diritti.
Tolentino, 26 gennaio 2010
Movimento politico Gente Comune
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giovedì 14 gennaio 2010
Alla stampa locale
Gentili Corrispondenti della stampa locale,
la rassegna e la relativa lettura dei vs. rispettivi articoli da Natale in qua dimostra la totale inesistenza della sottoscritta nel dibattito politico locale e in seno al Consiglio Comunale, almeno, ripeto, stando alla lettura dei giornali.
Basti guardare i vari report relativi alla seduta del Consiglio Comunale del 27 dicembre 2009.
La maggior parte dei giornali neanche cita la presenza della sottoscritta, solo il Carlino riporta quanto avvenuto in merito alla posizione da me assunta in Consiglio, ma solo in uno dei due articoli presenti il 29 dicembre; nell'altro infatti mi da' "assente" come se fossi andata a farmi un panino, mentre, come si sa, la mia uscita dall'aula è stata espressione di una precisa posizione politica che ho regolarmente motivato e che è agli atti.
Per il Messaggero invece non esisto proprio, come anche secondo il Corriere Adriatico, dove non risulto neanche elencata fra quanti non hanno partecipato al voto.
Infatti si è dato conto della scelta della collega Valeria Ruiti di non partecipare al voto, tralasciando però di citare la sottoscritta, che per prima ha assunto tale posizione!
Ben ne sono consapevoli i cittadini che seguono il Consiglio in tv: non a caso in diversi, nel manifestarmi apprezzamento, hanno fatto preciso riferimento a quanto avvenuto comprendendo per filo e per segno il senso della scelta da me effettuata e dichiarata e la sequenza del dibattito, che ha visto alcuni colleghi - ciascuno per proprie motivazioni - accodarsi al comportamento da me adottato, persino menzionandomi in sede di dichiarazione.
Peccato che voi nulla abbiate registrato di tutto ciò.
Cari Corrispondenti, è il caso di domandarsi quale realtà rappresentate nei vostri articoli.
Forse siete troppo concentrati sulla 'lista delle priorità' che qualche eminente rappresentante politico - sempre iper presente sulle pagine dei quotidiani locali con tanto di gigantografia - si premura di trasmettere, attraverso efficientissimi uffici stampa personali o di partito?
Oppure ritenete che la politica fuori da PD e PDL non valga la pena di essere raccontata?
E quando l'avete deciso?
L'ultimo caso, che francamente mi ha davvero sconcertata e spinta a scrivere questa nota, è relativo al'articolo apparso sul Carlino del 10/1, relativo alla vicenda della fonderia Fioretti.
L'autrice, la giornalista Fabiola Caporalini, forse ignora che sull'argomento Fioretti giace da circa un mese una interrogazione a firma della sottoscritta che sarà presentanta nel Consiglio di giovedì 14/01?
La giornalista sa che l'interrogazione chiede conto anche di circostanze attinenti l'attuale rinvio a giudizio della azienda in questione?
Non sarebbe stato interessante per i lettori averne notizia nell'ambito dell'articolo citato, che per il resto è piuttosto documentato e dettagliato?
Non sarebbe interessato ai giornalisti raccogliere qualche opinione politica sull'argomento, visto che sulla Fioretti sembra esserci una convergenza 'bipartisan' sul... silenzio?
Vi interessa informare o vi basta fare da megafono a chi ha più potere?
O forse è colpa della sottoscritta, che non passa le "veline", se le sue iniziative non hanno la roboante eco della più insignificante delle interrogazioni presentata e 'pompata' però del 'personaggio giusto'?
Non credo sia questa la ragione del disinteresse che riguarda la mia azione politica, visto che sui miei comunicati stampa può anche accadere che venga applicato un 'filtro' (vedi comunicato sulla frana della discarica, notizia totalmente ignorata da due quotidiani su tre!).
Sulle testate giornalistiche di tv e radio locali non posso dire molto, non ho tempo di seguirne i notiziari e quindi mi astengo da qualsiasi sottolineatura.
Mi limito ad evidenziare al Presidente del Consiglio, che mi legge per conoscenza, che quanto ho rappresentato dimostra che al momento non ci sono le condizioni per rinunciare alla registrazione e trasmissione tv del Consiglio Comunale, scelta che periodicamente viene messa in discussione addebitando alla presenza della telecamera una eccessiva enfasi da parte dei consiglieri.
Visto quanto accade, prego annoverarmi fra quanti ritengono irrinunciabile la scelta di trasmettere in tv la registrazione integrale dei Consigli, memore di quanto ci ha insegnato il Presidente Pertini che sosteneva che la peggiore democrazia è preferibile alla migliore delle dittature.
Cari Amici, la democrazia è responsabilità di tutti noi, non solo dei politici ma di tutti i cittadini e molto dei giornalisti, i quali debbono essere servitori del Vero e ricordarsi dell'impegno morale di essere leali verso i propri lettori.
La dignità di questo bellissimo mestiere risiede unicamente nel rispetto di questi principi.
Mi rammarico di essere stata costretta alla presente nota: è sempre antipatico parlare di se stessi, o almeno lo è per me, che infatti non a caso me ne sono astenuta fino ad oggi, nonostante il costume della stampa locale sia il medesimo di sempre e abbia caratterizzato questa consiliatura sin dal suo inizio.
La speranza è che quanti sono interessati ad una informazione libera, corretta ed efficace si sentano incoraggiati, anche grazie a questa denuncia, a comportamenti più 'coraggiosi' e autenticamente democratici.
Da ultimo vorrei sottolineare quella che mi sembra una ovvietà, ma che forse non lo è.
I cittadini elettori si lamentano che siano sempre gli stessi personaggi politici alla ribalta e a ricoprire i posti di potere; la stampa da un lato si trova spesso a raccogliere questi umori, dall'altro si conforma abitualmente alla legge del più forte in termini di comunicazione prima che di peso elettorale, finendo per amplificare il significato politico dell'azione di quei partiti che possono contare sulla maggiore forza propagandistica e capacità di marketing elettorale.
Ma alla democrazia non farebbe bene il contrario?
Cioè una stampa libera e attenta alle 'pari opportunità'?...
Cordiali saluti
Anna Cimarelli - Consigliere Comunale gruppo Gente Comune
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mercoledì 16 dicembre 2009
Interrogazione Consiliare sulla Scuola M.L.King
Tolentino, 15 dicembre 2009
Gruppo Consiliare GENTE COMUNE
Al Presidente del Consiglio
Al Sindaco
del Comune di Tolentino
Oggetto: Interrogazione con risposta orale
- Visti i lavori che riguardano l’edificazione del plesso scolastico M.L. King;
Considerate le perplessità avanzate durante la seduta del Consiglio Comunale del 26 novembre u.s. in riferimento ad opere mal eseguite, e le risposte che nella circostanza sono state fornite dall’Amministrazione;
Si chiede di sapere:
1. Se vi siano atti o documenti dei preposti uffici comunali che abbiano formalmente rilevato irregolarità o contestato lavori eseguiti non a regola d’arte e in tal caso di conoscerne i contenuti;
2. Il reale stato dei lavori in relazione alla qualità dei manufatti e alla rispondenza dei medesimi alle vigenti norme sulla sicurezza.
Consigliere Comunale
Anna Cimarelli
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Gente Comune Tolentino
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Interrogazione Consiliare sulla Ditta Fioretti
Tolentino, 13 dicembre 2010
Gruppo Consiliare GENTE COMUNE
Al Presidente del Consiglio
Al Sindaco del Comune di Tolentino
Oggetto: Interrogazione con risposta orale
- Vista la delibera del Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 con la quale si impegnava l’Amministrazione comunale a “ad adottare ogni provvedimento utile e necessario per avviare ed ultimare la procedura di delocalizzazione”, “a stilare un protocollo di intesa con la societa’ in premessa per la delocalizzazione e stabilire, in comune accordo, la tempistica e la cronologia dei lavori, tenuto conto dell’autorizzazione provvisoria scadente il 31 dicembre 2010” e “a richiedere periodicamente e, comunque, con cadenza non superiore a sei mesi, controlli sull’inquinamento atmosferico, sull’inquinamento acustico e sulla diffusione dei cattivi odori cosi’ come da giusto riscontro dell’ARPAM”;
- Vista la diffida della Provincia di Macerata del 5 giugno 2008 con la quale si richiamava la ditta Metallurgica Fioretti “a provvedere al ripristino delle condizioni di legalità, eliminando la presenza delle sostanze non autorizzate”, essendo rilevato che “le emissioni dello stabilimento di Tolentino dalla Metallurgica Fioretti s.p.a. non sono conformi a quanto prescritto nell’ atto autorizzatorio, in quanto contenenti molecole non autorizzate, e cioè Anidride Carbonica (CO2), Ossido di Azoto (NOx) e Sostanze Organiche Volatili (SOV)” ed inoltre che “la ditta non effettua i controlli con cadenza semestrale, ma bensì una volta all’ anno e neanche tutti gli anni” ;
- Visti gli esiti del monitoraggio delle deposizioni atmosferiche in via Cappellacci e presso i giardini pubblici John Lennon del 24/09/2009, che documentano alte concentrazioni di polveri di ferro e alluminio nelle zone esaminate, con particolare riguardo a via Cappellacci;
Considerate le risposte che il Sindaco ha fornito all’interrogazione presentata dalla sottoscritta nel Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007;
Si chiede di sapere:
1. Se il Comune ha richiesto ed acquisito semestralmente negli ultimi due anni i dati relativi all’inquinamento atmosferico, all’inquinamento acustico e alla diffusione dei cattivi odori come prescritto dalla delibera del Consiglio comunale citata in premessa;
2. Se sono state sanate da parte della ditta le irregolarità degli impianti che emettono polveri, fumi e rumori;
3. Se è stata avviata la procedura per la delocalizzazione e predisposti gli atti per la necessaria variante al PRG (come dichiarato dal Sindaco) e la successiva assegnazione dell’area di nuova localizzazione;
4. Quali provvedimenti intende prendere l’Amministrazione Comunale, e quali – eventualmente - sono stati presi, in relazione alla scadenza dei termini per l’autorizzazione regionale, il 31 dicembre del 2010.
Consigliere Comunale
Anna Cimarelli
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Gente Comune Tolentino
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