venerdì 18 gennaio 2008

RIFIUTI ZERO: Interviste del blog beppegrillo.it: Paul Connett

Vi proponiamo la seguente intervista con il prof. Connett per fornirvi un punto di vista "diverso" e chiaro su inceneritori e riciclo dei rifiuti.

giovedì 17 gennaio 2008

ASSEMBLEA PUBBLICA DEL 16 GENNAIO: IMMONDIZIA DI NAPOLI A TOLENTINO (4)

Cari concittadini,
siamo alle solite, su una questione delicata come quella dei rifiuti che investe il nostro territorio, ci viene imposta dagli amministratori locali una procedura che viene spacciata per un gesto di solidarietà. E’ palese che le indicazioni date dal Presidente del Consiglio per non essere investito dal problema spazzatura di Napoli sono state recepite e propagandate dalle regioni ad esso affini, tra cui la nostra.
Il presidente della provincia Silenzi nella riunione di ieri sera dopo una introduzione che elogiava il nostro comune per la capacità e la disponibilità dimostrata nella gestione dei rifiuti si inerpicava nel sostenere che accogliere i rifiuti a noi destinati è un atto dovuto dato che, quando la nostra terra è stata colpita dal terremoto a nostra volta siamo stati aiutati dalle altre regioni italiane.
Ne è seguito l’intervento dell’Assessore regionale all’ambiente Amagliani che molto meno diplomaticamente ha sostenuto che i rifiuti da problema potrebbero diventare una risorsa con impianti gestiti come quello del COSMARI, dimostrando irrequietezza quando i presenti sollevavano le rimostranze che sorgevano spontanee, e replicando che lui vivendo a Falconara tra aeroporto, raffineria e quant’altro subisce disagi sicuramente maggiori.
C’è da evidenziare l’intervento del nostro Sindaco Ruffini che ha chiesto a Silenzi e Amagliani che oltre che ricordarsi di noi quando ci sono da abbancare rifiuti, lo facciano anche quando devono mantenere gli impegni presi per il risanamento della vecchia discarica e per l’individuazine del nuovo sito.
La discussione si è protratta con altri interventi di politici della provincia sulle posizioni dei vari schieramenti, ma nessuno dei cittadini presenti, anche quelli che abitano nei pressi della discarica sono riusciti ad intervenire, anche semplicemente per chiedere che la ricezione di quanto dichiarato non arrechi ulteriori disagi, ne tanto meno è stata data considerazione alle richieste del coordinamento dei comitati di quartiere ognuna rigettata con delle motivazioni tecniche.
Personalmente ritengo che il quantitativo che dovremo accogliere (100 Tonnellate) non influenzerà la qualità della discarica, ma non risolve neanche il problema rifiuti di Napoli che si trascina ormai da 15 anni.
Registro invece, ancora una volta, da parte dei nostri amministratori una ferrea volontà a non voler praticare una politica trasparente e partecipata ma bensì una propensione al corporativismo politico.
Piero Rogani

mercoledì 16 gennaio 2008

IMMONDIZIA DI NAPOLI A TOLENTINO (3)

Di seguito trovate il "diario" del consigliere Anna Cimarelli. E' lungo ma vale la pena soffermarsi su tutti i punti per capire la qualità della politica a Tolentino.
L'immondizia arriverà a Tolentino e il nostro sindaco ha le mani legate: dobbiamo accettare il sacrificio punto e basta.

DIARIO
Questa pagina di diario riguarda quanto sta accadendo sulla questione dei rifiuti di Napoli che arriveranno a Tolentino, in discarica e – forse, prima – all’impianto di smaltimento del COSMARI.
Ieri sera (15/1/08) il Sindaco ha convocato i capigruppo consiliari per una informativa sulla questione, presente anche il Consigliere Comunale Comi e il vice-presidente del COSMARI Foglia.
Vi racconto cosa è stato detto.
La decisione di mandare i rifiuti a Tolentino è stata comunicata al Sindaco non prima del 14 mattina. Infatti inizialmente la quota rifiuti di cui si è fatta carico la Regione Marche doveva andare esclusivamente in un paio di siti, tra cui Fermo. Tra lunedì e martedì scorsi, contrordine: prevale la linea che ogni Provincia deve fare la propria parte, proporzionalmente alle rispettive possibilità.
A Macerata è attiva la sola discarica di Tolentino, e il cerchio è presto chiuso
.
Il Sindaco riferisce di aver manifestato disappunto, facendo presente che Tolentino contribuisce già largamente alla gestione dei rifiuti, ma di essere nella condizione di non poter in alcun modo opporsi: la discarica è del COSMARI, la competenza è della Provincia. Fine dell’autorità del Sindaco.
Il Sindaco ha però chiesto garanzie sul piano della sicurezza, manifestando l’esigenza della tracciatura dei camion che scaricheranno qui il loro carico, e di una analisi della qualità dei rifiuti conferiti. Questa esigenza è stata manifestata anche dal Coordinamento del Comitati di quartiere e di contrada, che ha chiesto che, prima di essere portati in discarica, i rifiuti siano esaminati e, nel limite del possibile “selezionati”.
Fin qui il Sindaco. Successivamente il Consigliere regionale Comi ha integrato queste informazioni con il dire che la Regione Marche aveva inizialmente assegnato alla Provincia di Macerata un quantitativo da smaltire pari a 240 metri cubi. La Provincia di Macerata ha però evidenziato che tale quantitativo era eccessivo per le possibilità della discarica di Tolentino, pertanto l’accordo si è avuto su 100 metri cubi, pari a 4 camion “grandi” o 10 piccoli” (il quantitativo giornaliero prodotto dall’intera Provincia di Macerata è pari a 250 metri cubi). In questa circostanza i rifiuti vengono pagati 4 volte più del normale, ergo – dice Comi – l’operazione frutterà (al Comune? Al COSMARI?) la cifra di 9.800,00 € (caspita!... ;-)). Tenendo conto della ridotta capienza della discarica di Tolentino e della minor quantità che la Provincia di MC può accogliere, la quota marchigiana di rifiuti è scesa dagli iniziali 3.000 a 2.600 metri cubi. Regione e Provincia, ciascuno per quanto di propria competenza, si assumono il compito di svolgere il coordinamento e il controllo sulla qualità del rifiuto. Comi ha fatto sapere di aderire all’idea che i rifiuti debbano preventivamente passare per il COSMARI, dove dovranno essere analizzati, ma ha anche rappresentato la possibilità di concrete difficoltà tecniche nella separazione del rifiuto, che risulta già fermentato. Forse non si riuscirà a differenziarlo, ma si potrà solo controllarlo. In ogni caso, a controllo effettuato, tutto il materiale che non corrisponde alla tipologia del Rifiuto Solido Urbano “si restituisce”.
La sottoscritta ha rivolto al Sindaco, al CR Comi e al vice presidente del COSMARI Foglia la seguente domanda: tenuto conto che nella discarica di Tolentino può essere abbancato solo rifiuto trattato, è legale abbancare il rifiuto non trattato (in quanto probabilmente NON TRATTABILE, come ci ha spiegato Comi)? Risposte: il Sindaco ha ribadito che nella nostra discarica può andare solo tutto quello che è Rifiuto Solido Urbano; l’ing. Foglia ha fatto notare che in casi di emergenza si agisce in deroga, come comunemente avviene nelle regioni che non sono dotate di un piano per lo smaltimento rifiuti (ma non è il nostro caso, n.d.r.).

Questa la cronaca, commentarla non è facile.
Questo è il Paese di Pulcinella, dove la legge si applica, ma a determinate condizioni, salvo emergenze ovviamente; dove l’entrata in vigore delle leggi si proroga, sine die (vedi appendice normativa); dove un certo territorio come Tolentino, che già ha pagato un prezzo altissimo, ospitando un inceneritore e una discarica provinciale, invece di essere “premiato”, invece di potersi attendere di essere lasciato in pace quando c’è da piazzare l’immondizia “straordinaria”, visto che si fa ampiamente carico dell’immondizia ”ordinaria”, deve subire l’accanimento e l’umiliazione e il danno di dover accettare dei rifiuti fuori standard.
Tutto questo, che proditoriamente viene confuso con il “senso di responsabilità”, nei fatti dà ragione a coloro che fanno le barricate per non aprire le discariche perché non si fidano degli amministratori pubblici. Infatti “grazie” a questa circostanza, oggi abbiamo certezza che una parte di quello che i ns. amministratori locali ci avevano detto – che nella discarica di Tolentino si sarebbero abbancati solo rifiuti sicuri, selezionati e trattati – non è più vero!
E’ sufficiente l’eccezionalità della situazione, la cosiddetta emergenza a giustificare ciò?
Non è forse vero che altra emergenza si sta determinando già oggi, altra domani e così via, perché i 4 milioni di persone dell’area napoletana continuano a produrre rifiuti e il rimedio individuato – la “solidarietà” delle altre Regioni - non è certamente un intervento strutturale sul problema. E allora, per quante volte la legge, le regole che la civile convivenza si è data, saranno superate dall’Emergenza? E che valore hanno le rassicurazioni che a Tolentino ci avevano ampiamente elargito alla vigilia dell’apertura della discarica? Tutto questo, in che maniera e in che misura contribuirà a demolire ulteriormente la fiducia dei cittadini nella politica?

Nella riunione a cui ho partecipato ieri, dagli spalti della maggioranza alcune forze mi hanno dato della “leghista” a causa degli argomenti che vado svolgendo anche in questa sede. Sono stata accusata di fregarmene dei “poveri” 100.000 studenti delle scuole napoletane, oggi esibiti come vittime della vergogna-rifiuti, sostenendo che da parte nostra non si può far mancare un sostegno. Allora chiedo a questi politici: vi siete domandati cosa faranno questi studenti dopodomani, quando altra immondizia si sarà accumulata? Ritenete che a quel punto non sarà più affar nostro? Potremo “fregarcene”, in virtù delle 100 tonnellate che abbiamo accolto, grazie al contributo – risibile per loro, non irrilevante per noi - che abbiamo dato alla “causa”? Insomma, in pace la vostra coscienza, risolto il problema?
Questa non è solidarietà, è solo moralismo condito da una concezione del “politicamente corretto” che travalica i limiti del ridicolo.
Forse che i napoletani hanno bisogno di un aiuto “simbolico”? Sono “simbolici” i mucchi di immondizia imputridita? A Napoli serve una simbolica ripulita di strade?

Il problema non sono i 4-10 camion che stanno arrivando, anche se la circostanza costituisce un precedente pericoloso, secondo uno schema che in Italia si è già verificato decine di volte. Il problema è questa politica peracottara, che non cerca le soluzioni ai problemi ma solo le vie d’uscita politiche ai problemi, e c’è una bella differenza! Con le vie d’uscita politiche si salvano le carriere politiche, ma solo con le soluzioni si aiutano i cittadini.
A mio avviso tutta la faccenda dello smaltimento dei rifiuti in Italia, con la possibilità ancora prevista di ritardare l’entrata in vigore delle norme del Decreto Ronchi e s.m.i., ha le stesse caratteristiche nocive dei condoni edilizi: come in quel caso, si offre ai cittadini e alle istituzioni una scappatoia, una deroga alla regola. Si incoraggia un atteggiamento di elusione rispetto alla legalità.
La cosa che ferisce nella attuale catastrofe rifiuti, è che tutto avviene senza che il Governo abbia chiesto conto del danno agli amministratori campani (pretendendone le dimissioni), senza che abbia ritirato il Prefetto di Napoli. Insomma, senza che l’immondizia di Napoli sia colpa di qualcuno. Alla fine pare quasi che sia colpa nostra …
Infatti, un altro argomento con cui sono stata vivacemente “rimproverata” nella riunione di ieri, è che, in passato, non meglio precisati soggetti marchigiani avrebbero conferito rifiuti tossici alla discarica di Pianura. Una ragione in più – secondo loro - per non rifiutare a Napoli un aiuto (bada bene, simbolico ...).
Di fronte a questi argomenti mi dichiaro basita.
Ammesso che sia accaduto (non ho ragione di dubitarne, ma dovrebbero essere più precisi nel merito), lo smaltimento illegale dei rifiuti è un reato su cui può intervenire solo la magistratura. La responsabilità penale è individuale, è assurdo mettere in relazione il reato di alcuni con l’idea che è giusto che a “risarcire” il danno sia un’intera città!! Cosa hanno in mente, una espiazione collettiva? Ma che argomenti sono questi?
Trovo più onesti altri argomenti, che in qualche modo sono emersi, e cioè che il Comune è un Ente a cui sono stati conferiti molti doveri, tolta parecchia capacità decisionale e in cui gli amministratori sono spesso lasciati soli. Lasciamo perdere le scuse bislacche, e parliamo di questo, semmai.

Personalmente sono sempre stata fortemente critica circa l’insediamento di una nuova discarica a Tolentino, perché ritengo le motivazioni che sono state addotte più che discutibili, sicuramente poco trasparenti. Inoltre perché a Tolentino c’è già il COSMARI, e in città è ampiamente diffusa l’opinione che sarebbe bastato e avanzato, come presa in carico del problema rifiuti. I politici locali invece - Foglia, Comi, Silenzi, lo stesso Ruffini, per citarne alcuni -, chi più chi meno, chi prima chi dopo, hanno dato ciascuno il proprio contributo affinché la discarica si realizzasse.
Ma alla fine chi aveva ragione? Quei cittadini che erano contrari, a cui oggi è stata data una ragione in più per esserlo, oppure quegli amministratori che hanno voluto una discarica in cui si finirà per abbancare anche i rifiuti “non trattabili” di questa emergenza?
E chi avrà ragione fra meno di 2 anni, se il nuovo sito (quale?) non sarà ancora operativo? Sinceramente auguro a tutti noi che abbiano ragione “loro” …vedremo.

Tolentino, 16 gennaio 2008


Appendice normativa, “per i curiosi”

Decreto Legislativo 5 febbraio 1997, n. 22
"Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio"
ART. 5(Smaltimento dei rifiuti)
5. Dal 1° gennaio 1999 e' vietato smaltire i rifiuti urbani non pericolosi in regioni diverse da quelle dove gli stessi sono prodotti, fatti salvi gli accordi regionali o internazionali esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto. Eventuali nuovi accordi regionali potranno essere promossi nelle forme previste dalla legge 8 giugno 1990, n. 142, qualora gli aspetti territoriali e l'opportunita' tecnico-economica di raggiungere livelli ottimali di utenza servita lo richiedano.
6. Dal 1° gennaio 2000(*) e' consentito smaltire in discarica solo i rifiuti inerti, i rifiuti individuati da specifiche norme tecniche ed i rifiuti che residuano dalle operazioni di riciclaggio, di recupero e di smaltimento di cui ai punti D2, D8, D9, D10 e D11 di cui all'allegato B. Per casi di comprovata necessita' e per periodi di tempo determinati il Presidente della regione, d'intesa con il Ministro dell'ambiente, puo' autorizzare lo smaltimento in discarica nel rispetto di apposite prescrizioni tecniche e delle norme vigenti in materia.
(*)N.B.: questo termine viene prorogato da anni, l’ultima volta con la finanziaria 2008 (art. 1, c. 166), al 31/12/08(!!!!).

martedì 15 gennaio 2008

IMMONDIZIA DI NAPOLI A TOLENTINO 2

"Al fine di evitare sterili polemiche, informazioni fuorvianti e facili strumentalizzazioni", come chiede il sindaco di Tolentino ing. Luciano Ruffini, il movimento politico Gente Comune presenterà una interrogazione nel prossimo Consiglio Comunale per facilitare un'azione di trasparenza sull'operazione di "accoglienza" dei rifiuti napoletani.
Abbiamo anche deciso di mettere a disposizione di tutti i lettori del blog il testo completo dell'interrogazione:

Gruppo Consiliare “Gente Comune”

Al Signor Sindaco del Comune di Tolentino


OGGETTO: Interrogazione con risposta orale

Visto:
-L’esistenza di una “emergenza nazionale” che riguarda lo smaltimento dei rifiuti della Regione Campania;
-La disponibilità manifestata dalla Regione Marche a smaltire una quantità dei suddetti rifiuti pari a 3.000,00 metri cubi;
-La disponibilità della Provincia di Macerata a “recepire l’appello nazionale per risolvere la grave emergenza rifiuti creatasi”

Constatato che

- Sul territorio comunale di Tolentino insiste l’unica discarica attiva nel territorio provinciale, nonché l’impianto di incenerimento/termovalorizzazione del COSMARI;


SI CHIEDE di CONOSCERE:

- L’ESATTA QUANTITÁ di rifiuti campani che saranno abbancati presso la discarica di Tolentino e/o trattati presso l’inceneritore di c.da Rancia. Si vuole conoscere il dato PRECISO, in n. di camion e in metri cubi;
- La tipologia di rifiuti ordinariamente abbancata presso la discarica di Tolentino;
- La tipologia di rifiuti “campani” che nella circostanza attuale sarà trattata/abbancata presso gli impianti di Tolentino;
- Se c’è la possibilità (sia dal punto di vista normativo che da quello tecnico-politico) che a Tolentino siano abbancati anche rifiuti non trattati;
- L’ESATTA QUANTITÁ di rifiuti “provinciali” che è stata abbancata, dall’apertura e fino alla data odierna, nella discarica in località Collina;
- Se il Sindaco non ritiene inutile – se non ridicolo – quanto deliberato dalla Provincia di Macerata, che offre una disponibilità di smaltimento puramente simbolica, cioè di una quantità pari ad una giornata (o DUE?) di abbancamento di rifiuti “provinciali”; una misura evidentemente irrilevante per la soluzione del “problema nazionale” dei rifiuti campani, che costituisce però un pericoloso precedente, in definitiva atto solo a minare ulteriormente la fiducia dei cittadini nella gestione della cosa pubblica;
- Quale corrispettivo economico è stato pattuito in cambio di tale disponibilità;
- Se il corrispettivo economico andrà interamente al Comune di Tolentino e, se no, quali sono le quote di spettanza (Comune, Provincia, Cosmari?)
- Come sarà assicurato il controllo sulla “qualità” dei rifiuti da smaltire, al fine di scongiurare eventuale smaltimento di rifiuti nocivi;
- Se il Sindaco vuole impegnarsi a richiedere e ottenere che il COSMARI, all’interno del proprio sito web (nella cui sezione relativa alla discarica di Tolentino NON compare alcun dato), fornisca SETTIMANALMENTE aggiornamenti sulla QUANTITÁ di rifiuti abbancata (con un tipo di informazione simile a quello che l’ASSM assicura circa le analisi dell’acqua potabile della città), allo scopo di consentire ai cittadini di seguire in maniera informata e consapevole la “vita” della discarica fino alla sua CHIUSURA.


Consigliere Comunale
Tolentino, 15 gennaio 2008 Anna Cimarelli

lunedì 14 gennaio 2008

IMMONDIZIA DI NAPOLI A TOLENTINO

Alla fine sembra fatta: anche nella nostra città arriverà l'immondizia di Napoli.



E' quasi una campagna "adotta il sacchetto" quella che il Governo, la Regione e il Comune ci chiedono di fare. Ma io mi chiedo, alla fine chi ci guadagna?
Certamente intorno alla nostra città si stanno moltiplicando i siti di raccolta, di smaltimento, di inceneritori. Abbiamo magari anche qualche terreno contaminato da rifiuti tossici.
Insomma non ci manca nulla. Nonostante il nostro "impegno" civico per la raccolta differenziata, la nostra "disponibilià" a respirare aria sempre meno sana, le tasse per lo smaltimento rifiuti non diminuiscono. Perché? Quale altre sacrificio dobbiamo fare ancora?

Henry Smart

sabato 12 gennaio 2008

DIARIO

Eccoci di nuovo qua. Abbiamo deciso di riattivare il vecchio blog.
Come primo post abbiamo scelto di inserire l'ultimo "diario" scritto dalla consigliera Anna Cimarelli.
Vorremo confrontarci con voi su tutti i temi che sono stati toccati.
Alcuni argomenti hanno avuto evoluzioni nelle ultime settimane e nell'ultimo consiglio e ne siamo contenti. Sappiamo però che si può fare di più e meglio.


FONDERIA FIORETTI
Negli ultimi consigli comunali il nostro impegno è stato di porre all’attenzione dell’Amministrazione Comunale e dell’opinione pubblica temi di considerevole gravità che, però, inspiegabilmente stentano a trovare posto nell’”agenda politica”.
Anzitutto il problema della Fonderia Fioretti, sul quale abbiamo presentato una interrogazione con risposta orale e una con risposta scritta, e su cui chiediamo un impegno straordinario del governo cittadino, nel senso di trovare le soluzioni adeguate per la delocalizzazione dell’impianto. E’ recente in noi il senso dell’orrore per i 6 operati morti a Torino in una acciaieria. Per spiegare quella tragedia si parla di controlli “temperati” o inesistenti, di scarsa attenzione al problema della sicurezza sul lavoro. Non posso non pensare ai documenti che ho potuto visionare, per la verità neanche tanto rassicuranti, relativamente ai controlli sull’impatto ambientale della fonderia nel pieno del centro abitato. Tutti – la proprietà, il Comune, la Provincia, l’ASUR, l’ARPAM – si nascondono dietro il dito del “rispetto dei limiti”, ma allora sarebbe come dire che le polveri di alluminio e ferro raccolte a palettate sul terrazzo dai residenti della zona sono elementi di salubrità!? E se è vero che gli organi di controllo e la proprietà possono dirsi “soddisfatti” del rispetto dei limiti, ciò non vale però per la politica, che dovrebbe assicurare una qualità della vita e quindi del contesto cittadino accettabile. Comune e Provincia sono ingiustificabili nei ritardi, nella noncuranza, nella incapacità di decidere che li contraddistingue! Quanto è successo a Torino deve preoccuparci tutti, deve tenerci vigili e critici rispetto a tutte le rassicurazioni che ci forniscono. La politica poi non deve farsi schermo di relazioni tecniche che avvalorano il rispetto dei “limiti”. Questa è roba da burocrati. La politica deve invece farsi carico di un problema così pesante per la città e assumersi responsabilmente l’onere della scelta.
E non si provi ad agitare lo spettro dei posti di lavoro che si perdono: e poi perché si perdono? Delocalizzare non vuol dire chiudere, o c’è qualcosa che i cittadini non sanno? Forse ci sono accordi “sotterranei”, magari proprio alla faccia dei lavoratori? Troppe cose non tornano e le risposte che ci ha finora dato il Sindaco sono largamente insufficienti.

AUMENTO TARIFFE ACQUA
Altro tema è l’aumento delle tariffe del servizio idrico. Dovremo pagare di più l’acqua, sopportando un aumento che “a regime” sarà di oltre il 24%, non in ragione di una migliore qualità dell’acqua o del servizio, bensì per coprire le perdite della ASSM dovute all’impianto di depurazione: è stato costruito per le necessità di una popolazione di 50.000 persone e invece ne serve meno della metà. E’ come aver acquistato una lavatrice con capienza doppia rispetto al bisogno e farla funzionare a mezzo carico. Dov’è l’economicità? E chi paga i costi inutili? Ovviamente il cittadino. Il quale paga anche perché negli anni la “politica” è venuta affibbiando alla ASSM tutti servizi in perdita: il sistema fognario, il trasporto pubblico. E ora i nodi vengono al pettine. Ecco perché i cittadini debbono sopportare aumenti di tariffe. Per l’inefficienza della politica.
Come mai Il Comune trasferisce alla ASSM, quella che comunemente viene definita un “gioiello”, i settori più disgraziati da gestire in quanto portano con sé perdite economiche?
E come può una amministrazione di centro-sinistra trasferire a cuor leggero queste perdite nelle tasche dei cittadini consumatori? In un momento in cui si moltiplicano i rincari e in cui le retribuzioni non si incrementano.
E inoltre, tutto ciò non si traduce in un disincentivo al risparmio idrico? Perché dovrei risparmiare acqua se poi i miei comportamenti virtuosi vanno a tappare una falla di bilancio e non servono per investimenti e quindi per servizi migliori e più economici?
Senza parlare della politica che ha costruito un depuratore sovradimensionato e ad un certo punto ha pure raddoppiato la linea, un raddoppio che non è mai stato usato!! Quegli amministratori hanno mai pagato per questo macroscopico errore? Anche questi sono “costi della politica”, quelli che ci accingiamo ancora una volta a pagare noi cittadini.

LA DISCARICA
E proposito di pagare, che dire della discarica? E’ un prezzo altissimo. Nel consiglio comunale di ottobre (???) un consigliere comunale di maggioranza ha presentato una mozione urgente con l’evidente scopo di dare una prova di forza al presidente della provincia Silenzi – una dimostrazione evidentemente legata a necessità di equilibri di forza interni al PD – e magari di mettere in difficoltà il sindaco. Una mozione che nei contenuti non si poteva non condividere, ma che nei fatti ha rappresentato, per chi ne ha preso l’iniziativa, solo uno strumento di contrattazione politico-partitica. Una cosa avvilente, che si gioca sulla pelle di chi vive dirimpetto con la discarica e in generale di tutti i cittadini tolentinati. Perché questo è stata la discarica sin dal suo concepimento: una carta da giocarsi per ottenere terreno politico e guadagnare potere. Prova ne è che la bonifica della vecchia discarica – cioè l’argomento con il quale si è fatta digerire la nuova discarica ai tolentinati – non si sa neanche se si farà!
E non basta. Un cittadino mi riferiva che una valutazione ad occhio di quell’enorme buco rivestito di plastica ,in cui si stanno abbancando i rifiuti, gli suggeriva che probabilmente il sito potrebbe contenere ben più dei 165.000 metri cubi di materiale pattuiti. E che forse varrebbe la pena di fare qualche calcolo e qualche misurazione, perché viene il dubbio che vogliano “fregarci” anche su quello! In fondo la discarica non doveva partire solo dopo aver individuato il nuovo sito che si sarebbe avvicendato con Tolentino? E quando fra meno di due anni potremo chiudere, siamo sicuri che non ci sarà la solita “emergenza ambientale”, la consueta sfilata di politiconi con le mani in grembo a dirci che Tolentino deve fare un sacrificio, che però sarà ripagato e che rimarrà a futura memoria dell’intero territorio provinciale?
Speriamo di sbagliarci. Certo è che questi politici sono armati di un cinismo impressionante, che usano senza remore e senza pudore.
Cercare di fare politica in questo contesto è davvero difficile, perché non capita mai che per primi siano affrontati i problemi veri, la priorità per questi professionisti del mondo politico è la sopravvivenza del Sistema.
In un mondo che non marci a rovescio, invece, la politica dovrebbe trovare le soluzioni per consentire ai cittadini di vivere meglio, assicurare equità e rispetto della dignità delle persone. E’ chiaro che ciò è possibile solo se chi fa politica è libero da “amicizie” e “connivenze” ingombranti, da obblighi di “cordata” o di schieramento. La libertà e la responsabilità sono le chiavi di accensione dell’unica politica che ha senso, la vera politica. L’antipolitica è esattamente l’altra, quella dei giochi di potere, incapace di rispondere alle necessità della comunità e di dare un futuro alla Città.

ANNA CIMARELLI